domenica 28 novembre 2010

Inizia l'Avvento

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20101128.shtml
Omelia (28-11-2010) - don Roberto Seregni (http://sullatuaparola.wordpress.com/)
http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/20711.html

Abbiamo finito l'anno liturgico con il discorso escatologico di Gesù raccontato da Luca e iniziamo il nuovo anno e l'Avvento sul medesimo tema, questa volta raccontato da Matteo.
Ricordare la venuta di Cristo 2000 anni fa ha senso solo se pensiamo e viviamo alla luce della sua prossima venuta.

Auguro a me stesso e a tutti i cristiani di saper sempre vegliare impostando il quotidiano su un rapporto leale, sincero e intenso con il Padre.

Vegliate in ogni momento

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20101127.shtml
Eremo di San Biagio (Omelia del 27-11-2010)

Finisce questo anno liturgico con un chiaro invito ad impostare la nostra vita in funzione del momento finale in cui ci troveremo di fronte al Padre. Entriamo ora nel periodo di Avvento consapevoli che Cristo non è un ricordo del passato ma base viva del nostro presente e prospettiva certa del nostro futuro.

lunedì 22 novembre 2010

L'esempio della vedova

Oggi nel Vangelo di Luca si legge
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».
L'attenzione viene quindi chiamata sull'esteriorità priva di sostanza a cui tutti noi rischiamo probabilmente di tendere se non ci confrontiamo in modo costante e produttivo con il Vangelo e il suo invito ad agire senza riserve. Un cristiano che non si mette in gioco nel mondo, nella sua concretezza, nelle sue povertà etc. rischia di chiudersi in una spiritualità chiusa su se stessa. Ciascuno ha il compito di aprirsi agli altri senza riserve e ciascuno in proporzione ai propri talenti.
Intorno a noi credo ci siano molti esempi di persone che danno quel poco o tanto che hanno disposti a rinunciare al loro necessario. I più passano inosservati e credo siano gli esempi più belli e concreti del messaggio evangelico.

Uno spunto di meditazione:
http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/20629.html

Asia Bibi - cristiani perseguitati nel mondo

Riporto questa notizia e relativo appello. Ci sono molti cristiani nel mondo che soffrono e vengono perseguitati per la loro fede. Essere consapevoli di questi fatti penso sia importante sia per aiutare materialmente e spiritualmente questa gente, sia per riflettere ancora una volta su cosa significa essere seguaci di Cristo.
http://www.antoniosocci.com/2010/11/salviamo-asia-bibi-vedi-appello-di-tv2000-in-fondo/

domenica 21 novembre 2010

sabato 20 novembre 2010

Cristiani perseguitati: si prega per vittime e persecutori

La preghiera che domani unirà l’intera Chiesa italiana mostrerà il volto di una fede in grado di essere ancora «profezia» nel mondo. Come annunciato dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, lo scorso 11 novembre al termine della 62ª Assemblea generale dei vescovi italiani, infatti, nel giorno in cui si celebra la solennità di Cristo Re dell’Universo le comunità cristiane della nostra Penisola vivranno una giornata di preghiera per i cristiani perseguitati in ogni parte del mondo e per i loro persecutori. Un modo per condividere le sofferenze di chi è chiamato a testimoniare la propria identità di fede in un contesto di incomprensione, rifiuto e violenza.
Direi che è un messaggio importante, specialmente associato a questa festa di fine anno liturgico.

Cristo Re

Con questa domenica termina l'anno liturgico e la Chiesa festeggia Cristo Re.
E' tempo di bilanci. Riporto qua un estratto dall'omelia di mons. Gianfranco Poma (http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/20625.html)
Il brano che oggi leggiamo, Lc.23,35-43, (che va allargato a quanto precede e a quanto segue, Lc.23,32-48), rappresenta il vertice, l'esplosione dello splendore della bellezza misteriosa di Cristo che sulla croce dice: "Padre, perdona loro: non sanno quello che fanno.In verità io ti dico: oggi tu sarai con me, in paradiso. Padre, nelle tue mani affido il mio spirito". Gli esegeti ritengono questo brano "il centro e il cuore dell'intero racconto della crocifissione" perché qui Luca ci introduce nel cuore del mistero di Gesù, di ciò che Egli è, fa e dice. Luca presenta la croce come la rivelazione più profonda e drammatica della comunione tra Gesù e il Padre e quindi della preghiera più intensa che ne è la manifestazione, e della più feconda comunione tra Gesù e tutta l'umanità: è il momento in cui si compie la rivelazione di Dio all'umanità, della sua volontà di salvezza, di rispondere al bisogno dell'umanità di trovare il vero significato dell'esistenza ...
Trovo che questo brano di Luca sia davvero toccante e significativo e mi vorrei soffermare sul malfattore che sulla croce di fianco a Cristo si pente e gli crede. E la risposta di Gesù.
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Questo scambio ribalta ogni logica umana dal mio punto di vista. Credere è la salvezza dell'uomo, senza condizioni. Possibile? Potrei aver fatto le peggior cose ma se mi pento sinceramente e credo in Gesù sarò salvo? Si, il Vangelo non lascia dubbi (del resto questo è in perfetta sintonia con la parabola del figlio prodigo e della pecorella smarrita). Non ci pare del tutto giusto forse, eppure rientra perfettamente nel concetto di Amore cristiano, anzi ne è modello. Dio ci ama quindi per quello che siamo adesso e ci chiede di ricambiarlo e dare agli altri lo stesso tipo di amore incondizionato. Non è roba da poco, però non potremo mai dire "è un'idea, mica una cosa realizzabile!" perchè Cristo lo ha fatto e se lo riconosciamo come nostro Re allora dobbiamo saperlo guardare appeso alla croce e comprenderne la regalità e aver fede in Lui, come ha fatto il buon ladrone.

giovedì 18 novembre 2010

Imparare a scegliere

Il percorso che una persona compie nell'arco della propria vita è certamente costituito da scelte. Il disegno che Lui ha per ciascuno di noi ho talvolta la percezione sia come un blocco di marmo dato in mano ad uno scultore che deve ricavarne la forma, in base alle proprie decisioni (il libero arbitrio) oltre che alla propria capacità innata e alla qualità del marmo di cui dispone (i talenti affidati a ciascuno di noi). Alla fine del lavoro l'opera verrà valutata tenendo conto di queste cose. Lo scultore (l'uomo) avrà solo la sua opera (la vita vissuta) da mostrare a prova del suo impegno e soltanto Colui che ha creato scultore e marmo saprà la potenzialità di quello che era e quello che è diventato (chi altri conosce davvero il nostro cuore e la nostra anima? nessuno se non chi ci ha creati).

Dal Vangelo di Matteo, capitolo 25
14 Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. 15 A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì.16 Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. 17 Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. 18 Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. 19 Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. 20 Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. 21 Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. 22 Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. 23 Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. 24 Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; 25 per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo. 26 Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; 27 avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. 28 Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. 29 Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. 30 E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti.
Il Vangelo è quindi molto chiaro sull'incontro tra l'investimento che il Signore fa su ciascuno di noi e la nostra possibilità (libertà) di scelta. Questa immagine di Padre che lascia i figli liberi nelle proprie decisioni ritengo sia una importante prova di Amore che i cristiani devono cercare di prendere come modello: ogni volta che l'amore per il prossimo ha condizioni, confini etc. si allontana da quello che potrebbe (e dovrebbe) essere.

Questo brano di Matteo mi ha sempre colpito molto. Ciascun uomo è responsabile delle proprie scelte e anche se non può conoscere i pesi e le misure della giustizia del Padre alla fine della vita dovrà rendere conto di come la ha spesa, degli investimenti personali fatti. Da questo punto di vista diventa centrale per la vita di una persona la capacità di scegliere.

Chi ci insegna a scegliere? Nel Vangelo ci sono certamente le risposte spirituali e concrete su come vivere la propria vita. Ciascuno lo riceve e lo accoglie, metabolizzando il messaggio secondo il proprio cuore e la propria mente, concretizzando questo in una vita unica e irripetibile ma fondata sulla medesima Parola alla base di tante altre vite. La Chiesa non è forse anche questo?
Credere al Vangelo ed averne fiducia aiuta certamente molto nelle scelte della vita, perchè fornisce una prospettiva nel mare delle possibili. Una bussola.

Resta però il fatto che il proprio rapporto con la fede, e più in generale con le proprie sensazioni, emozioni, paure etc., è in continuo mutamento e spesso oltre che da noi dipende dal mondo in cui viviamo.
Se ad un bimbo non si da mai la possibilità di far scelte fino ad età adulta questi arriverà ad un certo momento in cui si troverà di fronte ad un mondo di possibilità, emozioni, sentimenti, situazioni ... senza aver mai imparato a compiere una scelta. Sarà una persona stordita, impaurita, disorientata e non sarà semplice sceglierei i propri punti fermi, per la prima volta non più imposti dall'alto.
Un popolo schiavo e oppresso messo di fronte ad un tratto alla libertà cadrà nel caos, avrà bisogno di tempo per far suoi dei meccanismi democratici etc.
Penso quindi sia molto importante che ciascun uomo possa crescere nella libertà di scelta, potendo confrontarsi così gradualmente con questo fondamentale meccanismo.
Lo stesso Vangelo ci indica di non imporre mai i nostri punti di vista al prossimo ma soltanto di proporli e lasciare che ciascuno li faccia suoi con i propri modi e tempi. Una regola importante per un mondo migliore.

martedì 16 novembre 2010

Suu Kyi - un esempio per i nostri tempi

Nei giorni scorsi è stata liberata dopo anni di arresti domiciliari e difficoltà.
Questa donna ha scelto di stare nel suo paese (la Birmania, attuale Repubblica dell'Unione di Myanmar) e seguire il proprio ideale di democrazia e di libertà, piuttosto che andarsene via e farsi la sua vita altrove indifferente dei problemi dei suoi concittadini.

In questi tempi di vuoto morale e mancanza di ideali questi esempi penso possano avere un ruolo davvero importante per l'umanità intera.
Ci sono persone che sono disposte a non vivere un'esistenza di compromessi, anche a costo di sacrificare parte della loro vita.

Lasciare un mondo migliore di come lo abbiamo trovato è forse un obiettivo alla portata di pochi eletti? O ciascuno di noi può nel suo microcosmo applicare questa logica? 

lunedì 15 novembre 2010

L'esperienza della lontananza

Il Vangelo è chiaro: Dio esulta soprattutto di fronte ai ritorni.
Basta leggere Luca (capitolo 15):
... ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.
Il capitolo prosegue e si conclude con la parabola del "figlio prodigo", che evidenzia ancora questo concetto di Padre esultante di fronte ad un figlio che ritrova la strada perduta.

Certe fasi della vita ci portano lontano da Gesù, ma se ripensate alla luce del Vangelo possono diventare nuovi fondamentali punti di partenza per una fede più consapevole e propositiva.
L'esperienza della lontananza si trasforma così in un dono, un'occasione che il Signore ci offre per comprendere più pienamente il valore della Sua presenza nel nostro cammino.

E quando torniamo è festa.

lunedì 8 novembre 2010

La sposa e i sette fratelli

Questa domenica la Liturgia della Parola ha proposto il brano del Vangelo in cui Gesù viene interrogato sul tema della resurrezione dei morti. Il caso che gli viene proposto per la sua assurdità risulta essere più una provocazione che una reale domanda e Gesù risponde in modo molto semplice parlando di Dio e senza troppo addentrarsi nella questione postagli.

L'omelia che ho potuto ascoltare ha posto l'accento su come in diverse occasioni (tra quelle raccontate nei vangeli) Cristo di fronte al tentativo di banalizzare e ridicolizzare le cose fondamentali assume un atteggiamento distaccato, non si fa tirare dentro alle discussioni. Questo approccio poi si può ritrovare generalizzato e trasmesso ai suoi discepoli quando li manda a predicare il Vangelo nelle città:
"se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro"

Un cristiano ha il dovere di testimoniare e divulgare il Vangelo ma quando incontra persone che non sono pronte ad accogliere Cristo nel loro cuore e nella loro vita non c'è da disperare o da insistere: ciascuno ha i propri tempi che vanno rispettati. Allo stesso modo la discussione e il confronto con gli altri ha valore soltanto se caratterizzata da una genuina ricerca e interesse: i tentativi di generalizzare e banalizzare cose importanti non portano mai ad avvicinarsi alla verità e prendere le distanze da queste situazioni è la cosa migliore.

Dopo la Messa prefestiva del sabato sono andato il giorno seguente al battesimo del bimbo di una mia amica. Un sacerdote assai eccentrico ha intrattenuto gli spettatori (la sensazione è stata questa) per più di un'ora con battute, discorsi dai tiepidi contenuti e tentativi di buttare tutto sul sentimentale. Forse questo atteggiamento è stato soltanto il frutto della consapevolezza di questo prete sull'impreparazione dei presenti al significato di quel momento e del desiderio di raggiungere comunque i loro cuori, però siamo sicuri che Gesù ci abbia indicato come strada da percorrere quella dello sminuire i concetti importanti fino a perderli di vista pur di far nuovi discepoli? Non ci invita piuttosto ad essere semplici nell'approccio solo quando non è la sostanza ad essere messa a rischio?