Questa domenica la Liturgia della Parola ha proposto il brano del Vangelo in cui Gesù viene interrogato sul tema della resurrezione dei morti. Il caso che gli viene proposto per la sua assurdità risulta essere più una provocazione che una reale domanda e Gesù risponde in modo molto semplice parlando di Dio e senza troppo addentrarsi nella questione postagli.
L'omelia che ho potuto ascoltare ha posto l'accento su come in diverse occasioni (tra quelle raccontate nei vangeli) Cristo di fronte al tentativo di banalizzare e ridicolizzare le cose fondamentali assume un atteggiamento distaccato, non si fa tirare dentro alle discussioni. Questo approccio poi si può ritrovare generalizzato e trasmesso ai suoi discepoli quando li manda a predicare il Vangelo nelle città:
"se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro"
Un cristiano ha il dovere di testimoniare e divulgare il Vangelo ma quando incontra persone che non sono pronte ad accogliere Cristo nel loro cuore e nella loro vita non c'è da disperare o da insistere: ciascuno ha i propri tempi che vanno rispettati. Allo stesso modo la discussione e il confronto con gli altri ha valore soltanto se caratterizzata da una genuina ricerca e interesse: i tentativi di generalizzare e banalizzare cose importanti non portano mai ad avvicinarsi alla verità e prendere le distanze da queste situazioni è la cosa migliore.
Dopo la Messa prefestiva del sabato sono andato il giorno seguente al battesimo del bimbo di una mia amica. Un sacerdote assai eccentrico ha intrattenuto gli spettatori (la sensazione è stata questa) per più di un'ora con battute, discorsi dai tiepidi contenuti e tentativi di buttare tutto sul sentimentale. Forse questo atteggiamento è stato soltanto il frutto della consapevolezza di questo prete sull'impreparazione dei presenti al significato di quel momento e del desiderio di raggiungere comunque i loro cuori, però siamo sicuri che Gesù ci abbia indicato come strada da percorrere quella dello sminuire i concetti importanti fino a perderli di vista pur di far nuovi discepoli? Non ci invita piuttosto ad essere semplici nell'approccio solo quando non è la sostanza ad essere messa a rischio?
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