sabato 20 novembre 2010

Cristo Re

Con questa domenica termina l'anno liturgico e la Chiesa festeggia Cristo Re.
E' tempo di bilanci. Riporto qua un estratto dall'omelia di mons. Gianfranco Poma (http://www.lachiesa.it/calendario/omelie/pages/Detailed/20625.html)
Il brano che oggi leggiamo, Lc.23,35-43, (che va allargato a quanto precede e a quanto segue, Lc.23,32-48), rappresenta il vertice, l'esplosione dello splendore della bellezza misteriosa di Cristo che sulla croce dice: "Padre, perdona loro: non sanno quello che fanno.In verità io ti dico: oggi tu sarai con me, in paradiso. Padre, nelle tue mani affido il mio spirito". Gli esegeti ritengono questo brano "il centro e il cuore dell'intero racconto della crocifissione" perché qui Luca ci introduce nel cuore del mistero di Gesù, di ciò che Egli è, fa e dice. Luca presenta la croce come la rivelazione più profonda e drammatica della comunione tra Gesù e il Padre e quindi della preghiera più intensa che ne è la manifestazione, e della più feconda comunione tra Gesù e tutta l'umanità: è il momento in cui si compie la rivelazione di Dio all'umanità, della sua volontà di salvezza, di rispondere al bisogno dell'umanità di trovare il vero significato dell'esistenza ...
Trovo che questo brano di Luca sia davvero toccante e significativo e mi vorrei soffermare sul malfattore che sulla croce di fianco a Cristo si pente e gli crede. E la risposta di Gesù.
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Questo scambio ribalta ogni logica umana dal mio punto di vista. Credere è la salvezza dell'uomo, senza condizioni. Possibile? Potrei aver fatto le peggior cose ma se mi pento sinceramente e credo in Gesù sarò salvo? Si, il Vangelo non lascia dubbi (del resto questo è in perfetta sintonia con la parabola del figlio prodigo e della pecorella smarrita). Non ci pare del tutto giusto forse, eppure rientra perfettamente nel concetto di Amore cristiano, anzi ne è modello. Dio ci ama quindi per quello che siamo adesso e ci chiede di ricambiarlo e dare agli altri lo stesso tipo di amore incondizionato. Non è roba da poco, però non potremo mai dire "è un'idea, mica una cosa realizzabile!" perchè Cristo lo ha fatto e se lo riconosciamo come nostro Re allora dobbiamo saperlo guardare appeso alla croce e comprenderne la regalità e aver fede in Lui, come ha fatto il buon ladrone.

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